lunedì 20 febbraio 2017

Disponibile il Report Operativo n°177 del 20 febbraio 2017 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da stamani 20 febbraio 2017 il numero 177 del Report Operativo di XTraderNet

SOLO PER GLI ABBONATI !

Operazioni positive chiuse: UBI +13,62%; Saipem +5,53%
Intesa Sanpaolo +2,25%; Banca Mediolanum +3,3%; 
SHORT A2A +0,7%
   
Operazioni positive in corso: SHORT Tenaris +1,81%; 
Leonardo-Finmeccanica +0,17%

Alla data del 19 dicembre 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in quarantadue mesi un profitto lordo del +148,63% pari al +42,5% su base annua

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venerdì 17 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: SHORT Tenaris profitto +1,8%.

Torniamo a monitorare il titolo Tenaris, sul quale siamo posizionati SHORT (vendita allo scoperto) dallo scorso 8 febbraio 2017 (vedi aggiornamento precedente) al prezzo di 15,99 euro. Dopo l'approfondimento fino a quota 15,41 che ci aveva mandato in profitto del +3,6%, il prezzo del titolo aveva recuperato tornando ben sopra l'area dei 16,00 euro, ma senza mai interessare il nostro livello di stop loss che avevamo mantenuto sopra 16,40 euro. Dopo una serie di sedute all'insegna della volatilità ridotta, con il prezzo intrappolato in un trading range molto stretto e compreso tra 16 e 16,30 euro, oggi il titolo riprende a scendere toccando i 15,71 euro di minimo. Possiamo rilevare la formazione di un canale ribassista di breve periodo, che segue il doppio massimo a 17,30 del mese di gennaio, e che conferma le proiezioni in area 14,90 euro, livello dal quale passa nei prossimi giorni il supporto dinamico rialzista di medio orizzonte temporale. Attualmente siamo in profitto lordo del +1,8% e manteniamo la posizione corta con target 14,90 euro e poi 14,00 euro per azione, spostando però la ricopertura a pareggio in caso di ritorno del prezzo sopra quota 16,00 euro.

giovedì 16 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: SHORT A2A profitto +2,32%.

A2A è inserita in un preciso trend rialzista che parte dai minimi relativi dello scorso novembre segnati a quota 1,06 euro. Da allora il prezzo del titolo è salito fino a quota 1,32 euro, livello toccato lo scorso 20 gennaio, registrando un incremento del +24,5% in poco più di due mesi. La successiva correzione ha portato A2A alla verifica del trend in essere, a quota 1,22 euro, livello dal quale il titolo è ripartito per tentare di superare la resistenza collocata tra 1,31 e 1,32 euro. Questo tentativo di breakout è fallito tra il 10 e il 13 febbraio, proprio a ridosso di 1,31 euro, e il prezzo è sceso nuovamente a 1,26 euro. Possibile dunque la configurazione di un doppio massimo di breve periodo che verrebbe confermato con la discesa sotto quota 1,22 euro, previo deterioramento del trend positivo con il cedimento di 1,26 euro. Nel report operativo n°176 di lunedì 13 febbraio si suggeriva di aprire una posizione SHORT (di vendita allo scoperto) al prezzo di 1,296 euro, con stop loss in ricopertura sopra 1,32 euro e primo obiettivo ribassista a quota 1,22 euro, poi 1,18 euro. Tra ieri e oggi il prezzo è sceso a ridosso della base del canale rialzista di medio periodo, a quota 1,26 euro, e il cedimento di questo livello sarebbe un primo segnale di conferma dell'inversione negativa con spazio immediato fino a 1,24 euro, poi 1,22. Siamo in profitto lordo del +2,32% sulla posizione e manteniamo con ricopertura in take profit da spostare a questo punto sopra 1,28 euro, livello al quale bloccheremo un gain frazionale minimo senza rischiare più nulla su questa operazione.

mercoledì 15 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: Intesa Sanpaolo conferma il trend positivo di medio periodo. Profitto +3,75%.

Intesa Sanpaolo è inserita in un preciso trend rialzista iniziato dai minimi relativi del giugno 2016, quando il prezzo del titolo era crollato attorno a 1,53 euro in seguito alla brexit. Da allora Intesa Sanpaolo ha intrapreso un recupero che l'ha portata ad oscillare e consolidare attorno ai 2,00 euro per azione per tutto il corso del 2016 fino al mese di novembre. A dicembre il prezzo ha strappato al rialzo in sintonia con il resto del mercato, raggiungendo l'area 2,50 euro e toccando un massimo relativo a 2,588 nei primi giorni di gennaio 2017. La successiva correzione tra gennaio e febbraio ha riportato il prezzo di Intesa verso la parte inferiore del canale ascendente che definisce questa fase positiva di medio orizzonte temporale, e che transitava nei giorni scorsi tra 2,10 e 2,15 euro. Nel report operativo n°175 del 6 febbraio 2017 si suggeriva di monitorare il titolo Intesa posizionandosi in acquisto al prezzo di 2,13 euro con stop loss sotto 2,06 euro e primo obiettivo 2,30 euro, poi 2,376 euro, livello al quale resta aperto un gap down dal 24 gennaio 2017. L'ordine di acquisto è entrato nella seduta del 8 febbraio scorso, quando il prezzo è sceso fino ad un minimo intraday di 2,078 euro, senza interessare dunque il nostro stop loss. Dopo qualche seduta di incertezza, con il prezzo che ha congestionato attorno a quota 2,15, tra ieri e oggi cominciamo a intravedere un rimbalzo più deciso delle quotazioni con il prezzo che sale a 2,22 euro. Siamo in profitto lordo del +3,75% e manteniamo con target a 2,30 euro posizionando a questo punto l'uscita sotto quota 2,18 euro, livello al quale bloccheremo un profitto minimo del +2,35% comunque vadano le cose.

Banca Mediolanum sul primo obiettivo a 7,25 euro. Profitto +4,1%.

Banca Mediolanum supera la resistenza di brevissimo a 7,20 e sale a ridosso del nostro primo obiettivo a 7,25 euro. Attualmente siamo in profitto lordo del +4,1% (al prezzo di 7,25 euro). Se dovesse tornare sotto i 7,20 euro andremo a prendere profitto bloccando un gain minimo del +3,35% su questa operazione (vedi aggiornamento precedente). Se dovesse confermarsi sopra 7,20 euro in chiusura, superando anche i 7,25 euro, ci potrebbe essere spazio di rialzo fino ai 7,48/52 euro. Seguiamo con attenzione.

Monitoraggio posizioni: UBI sale verso il secondo obiettivo. Profitto +15,5%.

UBI continua a salire anche nella seduta di oggi, in concomitanza con il gap up e il breakout della resistenza a 19200 punti del Ftse Mib, e si porta a ridosso dei 3,40 euro segnando un massimo intraday a 3,394. Al prezzo di 3,35 siamo in profitto lordo del +15,5% e manteniamo la posizione con tranquillità puntando ai 3,45 euro, livello che se dovesse essere raggiunto suggerirebbe la chiusura immediata della posizione con un profitto vicino al +19%. Teniamo conto che il movimento realizzato nelle recenti sedute si presenta come un pullback verso il supporto dinamico rialzista ceduto con la correzione del 6 febbraio. Spostiamo il trailing profit sotto quota 3,30 euro in modo tale  da bloccare un profitto lordo minimo del +13,8%. (vedi aggiornamento di ieri) (vedi aggiornamento di lunedì 13 febbraio)

martedì 14 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: UBI continua la salita e sfiora 3,27 euro. Profitto +12,06%.

UBI banca prosegue la salita dopo il nostro acquisto della settimana scorsa e supera abbondantemente il primo obiettivo di 3,15 euro arrivando a sfiorare i 3,27 euro per azione (vedi aggiornamento di ieri). A questo punto il profitto lordo sulla posizione supera il +12% e possiamo ancora mantenere, puntando al secondo target posto a quota 3,45 euro, spostando subito il take profit sotto quota 3,15 euro, in modo da bloccare un profitto minimo del +8,62%. Seguiamo sempre con attenzione.

Monitoraggio posizioni: Banca Mediolanum tocca i 7,20 euro. Profitto +3,37%.

Banca Mediolanum ha effettuato un rialzo importante tra la seconda metà di novembre 2016 e la prima metà di gennaio 2017, con il prezzo passato dai 5,67 ai 7,65 euro per azione, una crescita del +35% in meno di due mesi. Dal 16 gennaio il titolo ha cominciato a flettere, tornando verso quota 6,90/7,00 euro, e interrompendo così il trend rialzista di breve periodo. Nel report operativo n°175 di lunedì 6 febbraio 2017 si suggeriva di monitorare Banca Mediolanum per tentare un acquisto sulla debolezza nella fascia di prezzo 6,95/7,00 euro, con stop loss sotto 6,75 euro e primo obiettivo 7,25 euro, poi 7,50. Il segnale di acquisto è entrato lo scorso 6 febbraio, e nelle seedute successive il prezzo ha sfiorato lo stop loss scendendo, nell'intraday di mercoledì 8 febbraio, fino a 6,76 euro. Il prezzo ha poi recuperato con incertezza fino ai 7,20 euro di oggi tornando a ridosso della resistenza dinamica ribassista di brevissimo periodo che delinea il movimento correttivo ancora in atto. Siamo in profitto lordo del +3,37% e sopra 7,20 euro avremo un segnale di ripresa del trend positivo con spazio per i nostri obiettivi. Mettiamo l'uscita in take profit sotto quota 7,05 euro in modo tale da bloccare un profitto minimo del +1,2%.

lunedì 13 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: UBI torna sul primo target a 3,15 euro. Profitto +8,6%.

UBI banca ha trovato una forte resistenza statica a quota 3,70 euro, dopo aver raggiunto un massimo intraday a 3,83 euro nella seduta del 20 gennaio 2017, e il prezzo ha effettuato una correzione decisa verso l'area di supporto statico collocata a 2,90 euro. Il trend positivo iniziato lo scorso dicembre 2016, quando il titolo quotava 2,00 euro, si è deteriorato e il titolo potrebbe consolidare nell'area 2,90-3,50 euro nelle prossime settimane. Nel report operativo n°175 di lunedì 6 febbraio 2017 si suggeriva di monitorare UBI e di posizionarsi in acquisto sulla debolezza al prezzo di 2,90 euro, con stop loss sotto 2,80 euro, e obiettivi 3,15 in prima battuta, poi 3,45. Il segnale di acquisto è scattato con la correzione intraday di mercoledì 8 febbraio, quando il prezzo è sceso fino al minimo di 2,89 euro. Dopo qualche incertezza, soprattutto nella seduta dello scorso venerdì, il titolo torna oggi a salire verso il primo obiettivo a 3,15 euro e in questo momento siamo in profitto lordo del +8,6%. Manteniamo spostando il trailing profit sotto 3,07 euro per bloccare un profitto minimo del +5,86%.

Monitoraggio posizioni: Saipem verso il primo obiettivo dopo il test di 0,45. Profitto +7,3%.

Saipem ha testato nelle scorse sedute la base del canale discendente di breve periodo a quota 0,45 euro, livello che coincideva con un importante supporto statico di medio orizzonte temporale. Dopo un minimo intraday a 0,444 euro, e situazione di forte ipervenduto sullo stocastico lento, il prezzo ha ripreso a salire e da giovedì scorso a oggi è tornato a ridosso di 0,48 euro segnando un massimo intraday a quota 0,483 euro. Nel report operativo della scorsa settimana, il n°175 di lunedì 6 febbraio 2017, si suggeriva di acquistare Saipem in caso di debolezza a ridosso di 0,45 euro, con stop loss sotto 0,438 euro e primo obiettivo 0,49 euro, poi 0,515 euro. In questo momento siamo in profitto lordo del +7,3% (al prezzo di 0,483 euro) e manteniamo la posizione spostando il trailing profit dai 0,47 (segnalato nel report di oggi) sotto quota 0,475 euro, per bloccare un profitto lordo minimo del +5,56% comunque vadano le cose.

Disponibile il Report Operativo n°176 del 13 febbraio 2017 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da stamani 13 febbraio 2017 il numero 176 del Report Operativo di XTraderNet

SOLO PER GLI ABBONATI !

Operazioni positive chiuse: ENEL +0,47%
 
Operazioni positive in corso: UBI +4,48%; Saipem +5,56%
Intesa Sanpaolo +0,47%; Banca Mediolanum +0,79%

Alla data del 19 dicembre 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in quarantadue mesi un profitto lordo del +148,63% pari al +42,5% su base annua

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venerdì 10 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: dopo il ritracciamento di lunedì ENEL riparte.

ENEL è ripartita con forza dopo il ritracciamento di lunedì scorso fino a 3,84 euro, e si sta dirigendo verso il secondo obiettivo che avevamo posto a quota 4,08 euro (vedi aggiornamento precedente). Personalmente sono uscito dalla posizione proprio lunedì sull'arretramento del prezzo sotto 3,87 euro, realizzando un lieve profitto lordo del +0,52%, per rimanere coerente con l'operatività impostata e proposta proprio lunedì nel report operativo. Tuttavia molti di voi mi stanno scrivendo che sono ancora in posizione, avendo mantenuto lo stop loss originario sotto 3,79 euro. Quindi questo aggiornamento è destinato solo a loro. Il primo obiettivo a 3,98/4,00 euro è stato raggiunto e superato nella seduta di ieri, quando il prezzo ha completato una classica configurazione di three white soldiers, e a questo punto, chi è ancora in posizione, registra un profitto lordo del +4,93%. L'operatività da seguire è questa: consolidare il primo livello di target ponendo il take profit sotto quota 3,98 (+3,37% lordo) e puntare all'area 4,08/10 euro.

mercoledì 8 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: SHORT Tenaris sotto 16,00 euro. Profitto +2,3%.

Tenaris ha effettuato un doppio massimo di breve periodo nell'area 17,30/40 euro all'inizio e alla fine di gennaio 2017, con il prezzo in congestione tra questo livello e il supporto statico a quota 16,00 euro per oltre due mesi. Il titolo proviene da un movimento rialzista partito nel febbraio del 2016 che ha portato il prezzo dagli 8,50 ai 13,50 euro di ottobre scorso. Il successivo breakout della resistenza statica di lungo periodo a 13,50 ha innescato un'accelerazione rialzista fino ai 17,44 dei primi giorni di gennaio. La repentina correzione di fine gennaio ha riportato il prezzo a ridosso di 16,00 euro, e nelle recenti sedute Tenaris ha configurato una classica flag di natura bearish (continuazione ribassista). La rottura del supporto a 16,00 euro di stamani conferma per il momento la flag e apre spazio teorico di ribasso fino all'area dei 14,90/15,00 euro per azione. Nel report  operativo n°175 di lunedì 6 febbraio 2017 si suggeriva di monitorare attentamente il titolo Tenaris e di aprire una posizione SHORT (vendita allo scoperto del titolo) in caso di arretramento del prezzo sotto 16,00 euro, con stop loss in ricopertura sopra 16,40 e target ribassisti a 14,90/15,00 in prima battuta e 14,00 in un secondo momento. Attualmente siamo in profitto lordo del +2,3% sulla posizione (al prezzo di 15,62 euro) e manteniamo con tranquillità lasciando cadere il prezzo verso il nostro primo obiettivo, sempre con stop loss sopra 16,40 euro.

martedì 7 febbraio 2017

Monitoraggio posizioni: FCA rimbalza con forza dopo il test del supporto dinamico. Profitto +2,7%.

FCA ha realizzato un doppio massimo nell'area 10,70 euro dopo il forte rialzo messo a segno tra novembre e metà gennaio, quando il prezzo è passato dai 6,00 euro ai 10,50/70. Dopo un consolidamento attorno a quota 10,00, nelle recenti sedute, il prezzo oggi torna ad essere volatile e scende al test molto preciso del supporto dinamico rialzista cha passa poco sopra quota 9,40 euro. Il recupero fino a 9,93 euro sembra confermare la validità di questo supporto e graficamente il titolo sta configurando una dragonfly doji accompagnata da volumi in aumento. Possibile la ripresa del trend rialzista con nuovo attacco ai massimi di 10,70, ma solo se il titolo riuscirà a confermarsi sopra quota 9,40 euro. Nel report operativo n°175 di ieri, lunedì 6 febbraio 2017, si suggeriva di monitorare il titolo FCA per tentare un acquisto in caso di discesa a 9,65 euro, con stop loss sotto 9,40 euro e target 10 euro, poi 10,70 euro per azione. Per adesso siamo in profitto lordo del +2,7% sulla posizione e manteniamo spostando però lo stop loss sotto 9,65 stesso, in modo tale da non rischiare più nulla su questa operazione.

Barriera a 1,08 per l'euro contro il dollaro, che ora rischia di scivolare ancora.

Il cambio euro/dollaro è inserito in una fase neutra di breve periodo iniziata dopo la discesa dello scorso novembre, a seguito della vittoria di Donald Trump, e ben delineata dall'area di supporto nei pressi di 1,034/035 (1,034 minimo realizzato il 3 gennaio 2017) e da quella di resistenza individuabile tra 1,08 e 1,083. Il quadro tecnico nel medio orizzonte temporale è però chiaramente ribassista a partire dall'inizio di maggio dello scorso anno, quando il cambio aveva battuto un massimo intraday a quota 1,1616. La trendline che lo definisce passa attualmente per quota 1,095 (se escludiamo il forte movimento intraday del 9 novembre 2016, post elezioni presidenziali USA), e solo sopra questo livello l'euro potrebbe riuscire ad invertire questo trend negativo. In un orizzonte ancora più ampio, a due anni, si individua invece piuttosto facilmente un altro trend neutro molto ampio compreso con buona approssimazione tra 1,05 e 1,15. 

Tornando al breve periodo il rimbalzo messo in atto a gennaio, anticipato molto bene da una divergenza bullish sul MACD configurata nel mese di dicembre, sembra essersi esaurito e la discesa delle ultime ore da 1,08 a 1,065 ha provocato il deterioramento della fase positiva di gennaio. Lo stocastico lento sta uscendo dall'area di ipercomprato, e se il cambio dovesse cedere quota 1,065 avrebbe spazio di ribasso per almeno una figura e mezza, con target dunque a 1,05. Un secondo obiettivo è rappresentato dall'area dei minimi segnati a gennaio, e quindi la fascia di valori compresa tra 1,034/035, al di sotto della quale si potrebbe assistere ad un'accelerazione al ribasso verso 1,015 e poi verso la parità. A livello operativo sono da preferire gli short (quindi vendita di euro contro dollari) in caso di discesa sotto 1,065, con stop loss sopra 1,071 e target 1,05, poi 1,035. Per i long attendere, in caso di tenuta di 1,065, il breakout di 1,081 con obiettivi a 1,087 e poi 1,095/0965 e stop loss da posizionare in questo caso sotto 1,075.