mercoledì 21 settembre 2016

Confermato il rising wedge. Per il Ftse Mib prossimo supporto a 15800 punti.


Indice Ftse Mib - La rottura ribassista del rising wedge

L’indice Ftse Mib si è lasciato alle spalle una settimana decisamente negativa con i valori che sono scesi rapidamente fino ad un minimo di 16180 punti nel finale. In base all’analisi dell’open interest sulle MibO, in scadenza proprio la mattina del 16 settembre, ci si attendeva un ridimensionamento dei corsi azionari, ma non oltre i 16500 punti per giovedì pomeriggio, e poi strada aperta per il ribasso a partire da venerdì mattina.  

La configurazione di rising wedge individuata nell’analisi della scorsa settimana può ritenersi confermata: l’effimero rimbalzo di lunedì scorso non è andato oltre i 16500 punti e nella seduta di oggi (20 settembre 2016) le vendite hanno avuto la meglio tornando a colpire in particolar modo il settore bancario. Le prime proiezioni della figura indicherebbero l’area compresa tra 15800 e 16000 punti come prossimo obiettivo di questo movimento di storno. 

Open interest MibO PUT scadenza 23 settembre 2016
Il livello 15800 costituisce un forte supporto statico che dovrebbe contenere tutti i tentativi ribassisti almeno da qui a venerdì. E’ sufficiente osservare il grafico dell’open interest, riferito questa volta alle MibO PUT settimanali in scadenza il 23 settembre 2016, per rilevare il cumulo di contratti aperti sullo strike 15800: un totale di 874 posizioni. Dal lato delle resistenze l’area critica si individua tra 16500 e 16600 punti. Su questi valori di strike troviamo infatti un totale di 512 contratti MibO CALL aperti sulla stessa scadenza (rispettivamente 312 e 200). 


Open interest MibO CALL scadenza 23 settembre 2016
Dal prossimo 23 settembre lo scenario potrebbe cambiare nuovamente, e in caso di arretramento sotto i 15800 punti si aprirebbero spazi di ribasso con possibili accelerazioni fino a 15350. 

Al contrario, la tenuta del supporto in questione potrebbe favorire il classico movimento di pullback, che consentirebbe di far rientrare l’ipervenduto sugli oscillatori più veloci, e quindi un rimbalzo con estensione massimale fino a 17000. Da qui le vendite potrebbero poi tornare a condizionare questa difficilissima fase di mercato.  

Ftse Mib weekly - La divergenza bullish sul MACD
Un rapido sguardo anche al time frame weekly. Volevo farvi notare due particolari: 1) Vedete come la curva si trovi sotto la value zone (espressa in questo caso dalle due medie mobili esponenziali a 13 e 21 periodi), attualmente compresa tra 16750 e 17040 punti, dal dicembre del 2015, e non appena arrivi a testarla dal basso le vendite riprendano il sopravvento; 2) In contrasto con il punto 1 possiamo notare la divergenza di natura bullish formatasi sul MACD, un potente segnale che solitamente anticipa importanti inversioni di tendenza nel lungo periodo, che però è ancora in cerca di conferme.     

lunedì 19 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°157 del 19 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 19 settembre 2016 il numero 157 del Report Operativo di XTraderNet,

SOLO PER GLI ABBONATI ! 
 
Operazioni positive chiuseSHORT Intesa Sanpaolo +7,19%; 
SHORT Prysmian +2,23%
Operazioni positive in corso: SHORT FCA +0,95%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
Se sei interessato alle modalità di abbonamento al Report Operativo scrivi a: piersolda@libero.it
 
 

venerdì 16 settembre 2016

Monitoraggio posizioni: SHORT Intesa-Sanpaolo a un passo dai 2,00 euro. Profitto +8,78%.

Continua a scendere dopo aver centrato il primo target ribassista a quota 2,05 euro e si avvicina alla soglia psicologica dei 2,00 euro per azione (vedi aggiornamento precedente). Il supporto tecnico passa proprio a quota 1,98, livello che assume valenza dinamica rialzista di breve e statica. Sotto di esso il movimento correttivo potrebbe anche estendersi fino a quota 1,80 euro. Manteniamo la posizione che si trova ora in profitto lordo del +8,78% (al prezzo di 2,016 euro) e spostiamo il take profit in ricopertura sopra 2,05, livello oltre il quale andremo a bloccare in ogni caso un profitto lordo minimo del +7,24%.

Briglie sciolte per il Ftse Mib dopo le scadenze tecniche.

Con il movimento di recupero di ieri sera, proprio in chiusura di seduta, il Ftse Mib è riuscito a galleggiare sopra quota 16500 punti. Non è un caso che i valori siano rimasti proprio sopra questa soglia fino a stamani, giorno di scadenze tecniche trimestrali dei derivati (le cosiddette quattro streghe): con il valore di settlement che si aggira attorno ai 16515 punti gli operatori istituzionali vanno ad incassare gli 11444 contratti MibO CALL e PUT sugli strike 17000 e 16500, oltre a circa altri 11500 contratti MibO CALL scaduti otm (out of the money) sugli strike 17500 e 18000. Da stamani dunque l'indice ha le briglie sciolte e, come da aspettative, comincia a scendere forte. (vedi i precedenti articoli del 2 settembre "L'open interest sulle MibO" e del 13 settembre "Rising wedge alla vigilia delle quattro streghe", pubblicati anche sul settimanale online di TRADERS' Magazine). La prossima fermata è attorno all'area dei 16000 punti, considerando anche il riposizionamento MibO sulla scadenza del prossimo 21 ottobre, che analizzeremo meglio nei prossimi giorni.

mercoledì 14 settembre 2016

Monitoraggio posizioni: SHORT Intesa-Sanpaolo +6,33%

Intesa-Sanpaolo si trova inserita in un trend ribassista di ampia portata che va avanti da oltre un anno e che si è accentuato a partire dall'inizio del 2016. Il prezzo è passato da 3,65 euro a 1,52 in soli dieci mesi, ma a partire dallo scorso luglio c'è stata una prima reazione a questo movimento: dopo il minimo citato le quotazioni si sono riassestate attorno a quota 2,00 euro evidenziando una serie di minimi crescenti di breve orizzonte temporale. Per il momento il rialzo riveste natura impulsiva e proprio per questo abbiamo pensato di sfruttare il trend dominante per andare a posizionarci short sui massimi relativi di due settimane fa segnati a quota 2,22 euro. Nel report operativo n°155 dello scorso 5 settembre si suggeriva di aprire una posizione SHORT (vendita allo scoperto) su Intesa-Sanpaolo al prezzo di 2,21 euro per azione con stop loss in ricopertura sopra 2,27 euro e obiettivi ribassisti a 2,05 euro e poi 1,98 euro. La divergenza bearish sull'istogramma MACD e il segnale di vendita in zona di ipercomprato sullo stocastico in versione lenta hanno determinato questa scelta. Il breakout della resistenza statica di medio periodo a 2,15 euro era arrivato, due settimane fa, con un momentum troppo carico ed era altamente probabile che il titolo avesse terminato le spinte rialziste. Dopo una settimana di incertezza, con il prezzo che ha continuato ad oscillare nervosamente attorno a 2,20 euro, è arrivata la correzione che ci attendevamo e il titolo ha centrato oggi il primo target con estrema precisione segnando un minimo intraday a 2,05 euro. Siamo in profitto lordo del +6,33% (al prezzo attuale di 2,07 euro) e possiamo puntare al secondo obiettivo collocato a 1,98 euro. Quest'area di prezzo riveste una doppia valenza tecnica: supporto statico di medio periodo e dinamico rialzista di breve. In rottura di questo stesso livello avremo ancora spazi di ribasso fino a 1,80 euro per un classico e ampio pullback a verifica della resistenza dinamica ribassista di medio periodo superata nella seconda metà di agosto. A questo punto andrei a spostare la ricopertura in trailing profit sopra 2,15 euro in modo tale da bloccare un profitto minimo lordo del +2,7% su questa operazione, sulla quale ormai non rischiamo più nulla.

Rising wedge per il Ftse Mib alla vigilia delle quattro streghe

L’indice Ftse Mib ha mostrato incertezza per tutto il corso della settimana, dopo il superamento dei 17000 punti, e ha oscillato nervosamente attorno a 17250 per essere respinto nel finale dall’area 17400. L’apertura di lunedì scorso in gap down era decisamente scontata dopo la secca battuta d’arresto dei mercati azionari americani di venerdì, con i valori che sono scesi ben al di sotto di 17000 toccando un minimo a 16685 punti. 

Figura 1 - Clicca per ingrandire
Questa settimana volevo porre l’attenzione su una configurazione classica denominatarising wedge” (linee verdi tratteggiate nel grafico di Figura 1) che si è formata a partire dallo scorso giugno, una tipica figura che solitamente anticipa nuove correzioni. Il segnale decisivo arriverebbe con l’arretramento sotto la fascia di valori compresa tra 16500 e 16700 punti, cioè con la rottura della parte inferiore della figura, e in questo caso l’indice potrebbe scivolare velocemente verso l’area 15000, con obiettivi intermedi a 16000/200 e 15350/400 punti. In coerenza con essa è possibile individuare la divergenza negativa sull’istogramma del MACD (che si appresta anche ad effettuare un bearish crossover sulla signal line) e il segnale di vendita generato dallo stocastico lento in area di ipercomprato. Tuttavia, continuando ad analizzare l’open interest sulle MibO, visto che siamo ormai a ridosso della scadenza tecnica trimestrale, registriamo l’aumento sullo strike 17000 di CALL (5238 contratti aperti contro i 4591 del 2 settembre) e una contrazione meno consistente sullo strike 16500 di PUT (6206 contratti aperti contro i 6529 del 2 settembre). Questo lascia pensare che, con buona probabilità, l’indice Ftse Mib rimarrà all’interno di tale fascia di valori fino alla fine della settimana (box verde indicato nel grafico), mentre già dal 16 settembre il mercato azionario italiano avrà le briglie sciolte e potrà cominciare ad esprimere una direzionalità più precisa. La convenienza maggiore per gli operatori istituzionali, in base a quanto già osservato nell’articolo della settimana scorsa, è proprio quella di un valore di settlement del Ftse Mib compreso tra 16500 e 17000 che li porterebbe ad incassare tutti i premi sui complessivi 11444 contratti aperti su questi due livelli tra CALL e PUT. A livello operativo sarebbe dunque opportuno attendere la scadenza del 16 settembre prima di prendere posizione sul mercato azionario italiano. 

Figura 2 - Clicca per ingrandire
Per ciò che riguarda la direzionalità dell’indice è interessante analizzare la volatilità implicita negoziata nelle opzioni PUT sulle prossime due scadenze più vicine, quelle del 23 settembre 2016 e del 21 ottobre 2016 (Figura 2). Vedete che la curva rappresentativa della volatilità negoziata sulla scadenza del 23 settembre (curva rossa) presenta dei differenziali notevoli rispetto a quella negoziata sulla scadenza più lontana del 21 ottobre (curva verde che risulta più piatta): il mercato paga attualmente al 23 settembre una volatilità sugli strike atm (at the money), e vicini, che va da un 30% a un 35% (+5%/10% rispetto al 21 ottobre) e si impenna fino al 45% (+20% rispetto al 21 ottobre) per gli strike itm (in the money). Certamente un ruolo determinante in questi differenziali lo gioca, oltre alla scadenza più ravvicinata, anche l’effetto skew; tuttavia sembrerebbe che gli operatori istituzionali stiano scontando una secca e veloce correzione (e quindi un aumento di volatilità) dell’indice Ftse Mib proprio dopo il 16 settembre e fino alla settimana successiva, mentre dal 23 settembre in poi la volatilità dovrebbe tornare a contrarsi con i livelli di supporto in grado di attirare gli acquirenti, e sostenere dunque una nuova ripresa dei corsi azionari italiani.

lunedì 12 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°156 del 12 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 12 settembre 2016 il numero 156 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni positive in corso
SHORT Intesa Sanpaolo +4,75%; SHORT Prysmian +3,91%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
Se sei interessato alle modalità di abbonamento al Report Operativo scrivi a: piersolda@libero.it
 
 

lunedì 5 settembre 2016

Disponibile il Report Operativo n°155 del 5 settembre 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 5 settembre 2016 il numero 155 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni in corso: CNH Industrial +2,68%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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venerdì 2 settembre 2016

L'open interest sulle MibO e la situazione tecnica del Ftse Mib

Osservando il grafico del future sull'indice Ftse Mib in un orizzonte temporale di sei mesi si può individuare agevolmente la tendenza ribassista iniziata dopo il massimo relativo del 14 marzo 2016, segnato a quota 19210 punti. Il derivato ha registrato una serie precisa di massimi decrescenti, e più precisamente a fine aprile, a fine maggio e il 23 giugno (seduta precedente all'esito del referendum Brexit), mentre dal lato dei minimi possiamo rilevare una serie crescente a partire dal 27 giugno, peraltro "sporcata" dal movimento correttivo effettuato tra il 16 e il 19 agosto scorsi. I valori del contratto settembre sono sostanzialmente intrappolati in un range compreso tra i 16300 e i 17000 punti, se escludiamo la veloce escursione fin sotto 16000 avvenuta tra il 2 e il 3 agosto. Questa compressione di volatilità dovrebbe precedere, come di consueto, un movimento direzionale ben preciso che potrebbe arrivare da qui a due settimane. L'area dei 17000 punti è una resistenza davvero pesante oltre la quale i valori non riescono mai a chiudere sul time frame daily: ogni volta che il mercato si affaccia oltre questa soglia statica intervengono puntualmente le vendite a calmierare ogni tentativo di rialzo. Nella seduta di ieri abbiamo registrato un tentativo di breakout che si è infranto con precisione estrema sulla resistenza dinamica ribassista precedentemente individuata, passante per i 17250 punti, e la configurazione scaturita da questo movimento è una classica shooting star (tipica figura ribassista soprattutto se associata a livelli di resistenza tecnici, massimi relativi e situazioni di ipercomprato). Da notare che il movimento in questione ha praticamente chiuso il gap down apertosi proprio in occasione della Brexit, evidenziato nel grafico dall'ellisse color arancio (resta un piccolo intervallo di 20 punti ancora aperto, ma si sa che la perfezione non è di questo mondo). Il paniere italiano (in questo caso il future) resta dunque incastrato tra la fase dinamica ribassista di medio periodo e quella rialzista di breve, che tendono ormai ad incrociarsi da qui alla fine della prossima settimana, oltre che nel rettangolo da manuale già menzionato (16300-17000). 

Cerchiamo di capire come e quando potrà terminare questa fase di stallo e quale direzione potrebbe prendere il mercato azionario italiano da qui a fine mese. A questo proposito ci viene in aiuto il mercato delle opzioni sull'indice Ftse Mib (MibO): con riferimento alla scadenza trimestrale del prossimo 16 settembre 2016, possiamo individuare i punti nevralgici che, con buona probabilità, continueranno ad arginare ogni tentativo di direzionalità più decisa da parte dell'indice di riferimento, e quindi del derivato. Vi propongo due grafici che evidenziano l'open interest sulle opzioni MibO CALL e PUT in scadenza il 16 settembre. Vedete che per quanto riguarda le opzioni di tipo CALL abbiamo una forte concentrazione di contratti aperti sullo strike 18000 (parliamo di 7161 contratti), mentre altri 4642 contratti li troviamo sul livello dei 17500 punti. Per quanto riguarda invece le opzioni di tipo PUT abbiamo una fortissima concentrazione sul livello dei 15000 punti, con 11756 contratti aperti, ma questo livello è decisamente troppo lontano dagli attuali per pensare che possa essere interessato nel giro di due settimane. 

Quindi l'altro livello rilevante più vicino è sui 16500 punti con una concentrazione di 6529 contratti, mentre altri 6522 contratti sono posizionati sui 15500 punti. Ho cercato di rendere questi dati graficamente a confronto con il derivato sul Ftse Mib inserendo i box grigi nella parte destra del grafico iniziale del future: l'area più importante è compresa tra i 16500 e i 17500/18000 punti, mentre il 15500 diventerebbe rilevante in caso di arretramento sotto 16500 punti (ancora meglio 16300), mentre la linea verticale gialla rappresenta la dead line dei contratti stessi, e quindi l'orizzonte temporale del bracket di riferimento. La probabilità più elevata è che l'indice si mantenga tra i 16500 e i 17500 punti da qui a due settimane, e che quindi l'attuale fase di stallo abbia grosse chance di terminare proprio a partire dal 16 settembre. Considerate che tra il livello 17500 e il 18000 abbiamo complessivamente 11803 contratti, e quindi questo costituisce una forte area di resistenza che difficilmente potrà essere oltrepassata prima della scadenza menzionata, proprio perchè gli operatori istituzionali cercheranno di difenderla per evitare che i contratti d'opzione vadano "in the money" (situazione che li costringerebbe a liquidare la differenza tra lo strike e il sottostante, visto che gli operatori istituzionali operano prevalentemente come venditori di opzioni). Verso il basso abbiamo 18278 contratti PUT nell'area 15000/15500 che rappresenta un forte supporto per il mercato azionario italiano, anche a livello tecnico. 

Attenzione! Da precisare che questa è la fotografia alle ore 14,00 di oggi 2 settembre 2016, e che l'open interest è suscettibile di subire delle variazioni. In altre parole gli operatori istituzionali (prevalenti su questo tipo di mercato) potrebbero riposizionarsi su altri strike, e quindi diventa di fondamentale importanza seguire i livelli di open interest in senso dinamico, cioè anche nei prossimi giorni, per rilevare eventuali modifiche del numero dei contratti sui livelli chiave e quindi delle mutate possibilità di salita o discesa dei corsi azionari del sottostante. In sostanza: se su un livello il numero di contratti aperti tende a diminuire drasticamente e ad aumentare su un altro livello, significa che gli istituzionali si stanno riposizionando sulla stessa scadenza a livelli diversi, e che quindi i vecchi livelli potrebbero essere oltrepassati più facilmente.

lunedì 29 agosto 2016

Disponibile il Report Operativo n°154 del 29 agosto 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 29 agosto 2016 il numero 154 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni chiuse in profitto: SHORT A2A +4,61%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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lunedì 22 agosto 2016

Disponibile il Report Operativo n°153 del 22 agosto 2016 - SOLO per gli ABBONATI.

E' disponibile da oggi 22 agosto 2016 il numero 153 del Report Operativo di XTraderNet,

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Operazioni chiuse in profitto: Generali +0,26% (+8,26%); 
SHORT Unicredit +9,13%; SHORT Buzzi-Unicem +0,50%
Operazioni in corso: SHORT A2A +6,41%
 
Alla data del 15 luglio 2016 la performance totale del portafoglio di XTraderNet ha generato in 3 anni di trading un profitto lordo del +116,36% pari al +37,74% su base annua
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venerdì 12 agosto 2016

*** BUONE FERIE E BUON FERRAGOSTO DA XTRADERNET ***


XTraderNet augura Buone vacanze e Buon Ferragosto agli abbonati e a tutti i lettori del blog.
Arrivederci al prossimo 22 agosto 2016 con il nuovo Report Operativo!!!

mercoledì 3 agosto 2016

Monitoraggio posizioni: A2A in correzione dopo il test di 1,305. Profitto sullo SHORT +3,12%.

A2A ha sfiorato il precedente massimo di maggio a 1,306 euro, toccando 1,305 nella seduta dello scorso 29 luglio, in seguito ad un movimento impulsivo partito dai minimi relativi di fine giugno a 1,032 euro. Il titolo ha dunque messo a segno un rialzo pari al +26,5% in poco più di un mese, e ha raggiunto un livello di ipercomprato nel breve periodo molto forte. Avevamo già provato la vendita allo scoperto del titolo la settimana scorsa a ridosso di 1,26 euro, ed eravamo stati costretti a ricoprire la posizione per rispettare lo stop loss sopra 1,295 euro, proprio con il movimento intraday del 29 luglio. Dopo il test di 1,305 euro si è formata una classica shooting star (nota anche come pin bar) con shadow superiore molto pronunciata, che faceva pensare ad una probabile inversione di tendenza nel breve termine. Nel report operativo di lunedì scorso 1° agosto 2016, il n°152, si suggeriva di provare ancora una volta lo SHORT su A2A al prezzo di 1,28 euro con stop loss sopra 1,31 euro e primi obiettivi ribassisti 1,20 e 1,14 euro. La correzione sembra essere iniziata dopo qualche incertezza e la trendline rialzista che guidava il movimento ascendente di natura impulsiva è stata interrotta. Attualmente il prezzo di A2A scende a 1,24 euro, livello al quale registriamo un profitto lordo pari al +3,12%. Anche lo stocastico lento ha fornito un segnale di vendita e sta per uscire dall'area di ipercomprato. Manteniamo la posizione e spostiamo subito lo stop a pareggio in ricopertura sopra 1,28 euro per non rischiare più nulla su questa operazione, e vediamo se nelle prossime sedute andrà a centrare il primo obiettivo collocato a quota 1,20, livello al quale andremo a realizzare un profitto lordo pari a +6,25%.

martedì 2 agosto 2016

Monitoraggio posizioni: secondo aggiornamento SHORT Unicredit. Profitto sale a +11,2%.

Il prezzo di Unicredit continua a scendere dopo diverse sospensioni per eccesso di ribasso e va a toccare quota 1,82 euro (minimo intraday). Il profitto sulla posizione SHORT sale in questo momento a +11,2% (vedi aggiornamento precedente) e a questo punto andiamo a spostare il take profit sul livello di 1,86 euro in modo tale da bloccare un gain minimo lordo del +9,27%, e puntiamo al prossimo obiettivo ribassista collocato a quota 1,70 euro.

Indice DAX in flessione dopo il test delle resistenze.

L'indice DAX presenta una struttura primaria positiva a partire dal minimo relativo del 2009, segnato attorno ai 3600 punti, e da quello del 2003, registrato ancora più in basso a 2300 circa. A partire dal settembre del 2011 l'indice azionario tedesco ha effettuato una decisa accelerazione al rialzo passando da circa 5000 punti a 12400 in tre anni e mezzo, una performance pari al +148%. Dall'aprile del 2015 il paniere ha cominciato una correzione di ampia portata, delineando una serie di massimi decrescenti che determinano una resistenza dinamica di medio orizzonte temporale, effettuando anche repentine discese (a 9300 punti nell'estate dello scorso anno, e 8700 punti nell'inverno 2015/2016) con improvvisi sbalzi di volatilità, attribuibili a fattori esogeni. La variabilità dei corsi si è poi ridotta con l'assestamento della curva attorno alla soglia psicologica dei 10000 punti a partire dalla primavera di quest'anno, e i valori oscillano piuttosto regolarmente da circa cinque mesi in un range compreso con buona approssimazione tra 9200 e 10500 punti. 

La gamba rialzista che delinea il movimento impulsivo partito dal minimo relativo di giugno sembra arrivata al capolinea con il test dell'importantissima area compresa tra 10460 e 10474 punti. Da qui transita infatti la resistenza dinamica discendente di medio periodo precedentemente individuata, e anche la resistenza statica di breve termine che il mercato azionario tedesco non riesce a superare dall'inizio dell'anno (picco di massimo relativo a quota 10474 dello scorso febbraio 2016). Il preciso test di questi livelli ha favorito le prese di beneficio sul DAX, che è sceso sotto 10200 punti in sole due sedute configurando un engulfing bearish. Da notare il fortissimo ipercomprato sullo stocastico in versione lenta, che ha fornito anche un segnale di vendita proprio tra ieri e oggi. A questo punto è lecito attendersi, nelle prossime settimane, una nuova correzione che potrebbe estendersi fino alla parte bassa del range neutro individuato, e cioè in area 9200/300 punti, che offrirebbe anche un'occasione per la verifica del supporto dinamico di lungo periodo passante poco sotto questa zona (9100/150 punti). La prima conferma in questo senso si avrebbe con l'arretramento dei valori sotto quota 10000 punti, in concomitanza con la fuoriuscita dello stocastico dalla zona di ipercomprato, e il primo obiettivo al ribasso si collocherebbe a 9750/9800 punti. Al contrario, la tenuta dell'area 9900/10000 favorirebbe il consolidamento di queste posizioni con andamento in un trading range più stretto (10000-10350 punti) per alcune settimane. Questo movimento sarebbe da interpretare come fase riaccumulativa, che consentirebbe di scaricare l'ipercomprato di breve periodo, e che getterebbe le basi per la definitiva interruzione della fase negativa in atto da circa quindici mesi. Il segnale decisivo in questo senso arriverebbe con il superamento dei 10500 punti, livello oltre il quale l'indice DAX avrebbe spazio di rialzo fino a 10850/70 in prima battuta e 11430 in un secondo momento. Solamente il cedimento dell'area 9200 potrebbe interrompere il trend positivo in essere dal 2011 e rallentare quello primario iniziato dai minimi del 2009, e in questo caso la fase negativa iniziata nell'aprile del 2015 potrebbe prolungarsi ulteriormente fino al test del supporto dinamico che transita attualmente a 7700 punti e che si eleverà a quota 8100/150 punti nella primavera del 2017.